Arte

Amnios, l’arte viva di Sasha e Tamara

Amnios Tamara Marino

la sensibile ricerca di Tamara Marino, ancora qualche giorno in mostra a Vittoria

Pubblicato da Quam su Mercoledì 18 gennaio 2017

Di Angelica Fichera e Stefania Alfieri

La mostra Amnios realizzata e curata da Tamara Marino e Sasha Vinci, tenutasi a Vittoria dal 30 dicembre 2016 al 22 gennaio 2017, presso l’ex Convento di Santa Maria delle Grazie, ha avuto un grande successo. La cittadinanza vittoriese ha reagito con curiosità, apprezzandone la varietà dei linguaggi sfruttati dai singoli artisti. Amnios, un lavoro simbolico che racchiude al suo interno varie interpretazioni correlate ad elementi vitali, quali l’acqua, la maternità, il passaggio da uno stato ad un altro inteso come rinascita e al fluire incessante di energia.

Il progetto nasce dalla collaborazione dei due artisti e dall’idea di portare l’arte contemporanea nel nostro territorio, attraverso performance, video art e installazioni legate al sound. Due parti, la prima ha visto i due artisti impegnati nella realizzazione della performance presentata il 2 settembre 2016 in collaborazione con l’associazione culturale Factori e il Comune di Vittoria, a Scoglitti, una location insolita ma fortemente aderente all’idea che è alla base del progetto. Sasha e Tamara hanno deciso di attraversare il molo di Ponente a piedi nudi vestiti di bianco, portando tra le mani una ciotola di argilla cruda, contenitore simbolico del donarsi vicendevolmente. L’interpretazione si è conclusa con l’ingresso in mare dei due artisti al tramonto e col gesto del raccogliere per poi donare all’altro la stessa acqua, ovvero se stessi. La mostra nasce quindi dall’esito positivo di questa prima parte, che vede protagonista il pubblico rendendolo un unicum con gli artisti. Una parte della mostra è dedicata al materiale fotografico dell’evento di settembre, la restante, mischia eterogeneamente le opere che gli artisti hanno realizzato ispirandosi al tema. Tamara Marino, ha inteso il concetto di Amnios in chiave prettamente femminile e intima, collegando il tutto all’atto materno e al concepimento intesi non come nascita ma come RI-nascita, non a caso due delle opere esposte vedono raffigurate due sculture femminili, di cui una è un autoritratto dell’artista, che ricordano volutamente un bozzolo, in quanto luogo di stasi in cui ci si prepara ad un’apertura verso il mondo. L’artista, seguendo gli elementi fondanti della sua ricerca per il progetto Amnios, quali la dualità tra vita e morte, ha realizzato un video a ritroso con l’intento di ridare vita e bellezza a ciò che è morto, ispirandosi ad una poesia di Cécile Caulier e Jacques Lacome intitolata “mon amie la rose” che parla di una rosa che lentamente muore. Un’altra delle opere esposte la cui ricerca risale al 2010 è l’istallazione Sign Orchestra Project/Amnios  di Tamara Marino e prodotto da STMgroup: Nove carillon a manovella per nove province siciliane, dotate di suono ottenuto tramite perforazione, dove la musica prodotta segue il perimetro delle province segnate con il colore oro che rimanda alla luce del sole e dell’isola, partendo dal km 0 della costa, in un viaggio introspettivo verso l’entroterra. Questa mostra è stato terreno di confronto e semina di nuovi linguaggi artistici e ha visto lo scambio proficuo dei due scultori che hanno riempito l’altro del proprio sapere.

 

 

 

 

2 Commenti

Lascia un commento