Cultura

Carnevale è storia, tra sacro e profano

Scritto Da Redazione InfoWeek

Di Stefania Alfieri

Nel territorio siciliano, Acireale gode di una rinomata fama a livello carnevalesco. Anche quest’anno, per tradizione, il suggestivo centro storico acese farà da sfondo ad un teatro delle meraviglie con colori, luci, mostre, esibizioni musicali, sfilate di maschere, carri in cartapesta e carri infiorati                                                                                                                                                             

“A carnevale ogni scherzo vale”, modo di dire diffuso durante i festeggiamenti di questa nota ricorrenza popolare che rappresenta occasione di divertimento tra burla, schiamazzi, colori, travestimenti, musica e danze. Moltissime città in tutto il mondo, per diversi giorni, sarranno protagoniste di eventi, sagre e sfilate di maschere e carri allegorico-grotteschi.  In Sicilia, Acireale gode di una rinomata fama a livello carnevalesco. Anche quest’anno, per tradizione, il suggestivo centro storico acese farà da sfondo ad un teatro delle meraviglie con colori, luci, mostre, esibizioni musicali, sfilate di maschere, carri in cartapesta e carri infiorati.

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Un passo indietro e un po’ di storia. L’ etimologia della parola carnevale deriva dalla locuzione latina carnem levare, ossia privarsi della carne. Secondo la religione cristiana, infatti, l’ultimo giorno di carnevale coincide con il martedì grasso, ossia il giorno prima dell’inizio della Quaresima durante la quale seguono per i credenti quaranta giorni di digiuno o astensione della carne. Tuttavia, le prime testimonianze documentate sull’origine del carnevale risalgono ancora prima della nascita del Cristianesimo. In Egitto, all’epoca dei faraoni, venivano celebrate feste in onore alla Dea Iside, dea della fecondità, accompagnate allegramente da canti e balli per segnalare il passaggio dall’inverno alla primavera, e quindi, dal riposo al risveglio della terra.  Durante il Medioevo questa festa era associata ad uno smisurato godimento di cibi e bevande e ad un’eccessiva sfrenatezza. Infatti, sia le feste dionisiache greche in onore di Dioniso, dio del vino e dell’estasi, che i culti dei Saturnali Romani al dio Saturno, dio dell’agricoltura e della pastorizia, consentivano di abbandonarsi, con facilità, al cibo, alla musica e al contatto fisico oltrepassando le gerarchie sociali mediante dei travestimenti. La maschera rappresentava, anche in passato, uno strumento per nascondere la propria identità e mettersi alla pari con gli altri.  Sull’origine del carnevale ruotano correnti di pensiero differenti ma che racchiudono al loro interno il principio comune di considerare tale evento come un momento di rinnovamento simbolico e di stacco da obblighi sociali e gerarchie, immergendosi pienamente in uno scenario dove la realtà si fonde con l’immaginazione attraverso lo scherzo, il contatto umano e la possibile perdita di controllo dei freni inibitori.  E siamo all’oggi. Il carnevale è per adulti e bambini un momento di leggerezza, di distanza dalle fatiche quotidiane. Ma è soprattutto il carnevale dei più piccoli che magicamente diventano, con i loro piccoli abiti colorati, i loro beniamini, i loro personaggi preferiti.

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