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Chiaramonte, il Nuovo Molino Soprano riparte da un grande evento

Scritto Da Valentina Maci

Il nuovo Molino Soprano di Chiaramonte Gulfi è ripartito alla grande. Nonostante l’incendio che l’ha distrutto lo scorso anno la famiglia del proprietario, Francesco Distefano, si è sbracciata e sta rimettendo in moto un mulino che esiste dagli inizi del 1800.

Avete passato dei momenti molto difficili, avevatoepensato di non farcela a ripartire?

“Quello che è successo il 27 novembre scorso -racconta Franco Distefano- quando un incendio non doloso ma che non si è ancora capito da dove sia partito ha distrutto tutto. Per ripartire ci vogliono le condizioni, considerato che si è salvata una parte della struttura abbiamo pensato di montare il tutto nella parte che si è salvata, ripresentare l’autorizzazione per la nuova ubicazione del mulino e ripartire. Quando è successo pensavo che non si poteva ripartire ma con la spinta dei miei figli e la solidarietà della gente ho trovato questa soluzione”

A quanto ammontano i danni?

“Non si può fare una stima, si parla di una struttura della quale non esistono i pezzi di ricambio, è andato tutto distrutto dalle macine, al sistema idraulico alla cascata, non si può fare una vera stima dei danni”.

Adesso ripartite, da dove?

“Dalla farina, nel 2004 ho pensato di proporre questo prodotto macinato a pietra, un prodotto di varietà antica. Un mulino a pietra non può competere con uno a cilindri. Produciamo un semolato e della farina integrale che è quella si dovrebbe consumare perché contiene tutti gli elementi che servono ad equilibrare l’assorbimento dei grassi e degli zuccheri. Produciamo giornalmente dai 15 ai 20 quintali”.

Ad affiancare e supportare il signor Distefano la sua famiglia, in particolare la figlia Vanessa di 23 anni.

Da quanto tempo lavori con tuo padre nel mulino di famiglia?

“Lavoro qui da quattro anni. Quello che è successo è stato pesante ma la solidarietà dimostrataci ci ha aiutati a capire che quello che avevamo creato era importante. Anche le persone ci sono rimaste male, era il periodo di Natale, a noi non era rimasto nulla neanche un chilo di farina per noi. Adesso ripartiamo. Mi è venuta l’idea di un evento per ripartire con un’altra ottica. Il primo chef con il quale ho parlato è stato Ciccio Sultano che mi ha dato piena disponibilità. Si farà una cena a 16 mani durante la quale ognuno degli otto chef creerà un piatto, il menu è già uscito, il ricavato servirà all’acquisto di una nuova macina e ripristinare la parte andata persa. La cena si terrà alla locanda Gulfi, i posti sono circa 200 quasi tutti già prenotati, ci sarà anche il gruppo dei Talèh, il primo gruppo musicale che ha voluto aderire a questa serata. Ci stanno aiutando tutti in maniera del tutto gratuita proprio per darci una mano. Ogni chef parlerà del piatto che ha realizzato. Grazie a loro è diventato fuori un programma molto bello. Non vedo l’ora”.

A 23 anni sei già un’imprenditrice, in un settore molto particolare…

“A quanto ne so sono la prima donna ad occuparmi non solo della parte amministrativa ma anche del mulino. Mi occupo di tutto quando non c’è mio padre, mi occupo della macinazione delle mole. Quella a pietra è una macinazione molto complessa. Non è una macinazione che si può lasciare accesa e andar via. Noi lavoriamo con il grano antico siciliano, coltivando noi stessi il grano ovviamente, secondo la biodiversità, non abbiamo sempre lo stesso standard di semi. Ogni varietà varia l’andamento delle mole. E questo deve essere fatto manualmente e non si può improvvisare, bisogna regolare costantemente la temperatura. La nostra famiglia lavora il grano da generazioni. È impegnativo ma dà tante soddisfazioni. Il mulino si chiama Soprano perché è il primo mulino dove passava la sorgente, il primo di sette mulini che una volta funzionavano tutti ad acqua. Ricordo che delle volte, quando ero piccola, mia nonna litigava con i vicini perché scarseggiava l’acqua nel suo. Oggi collaboriamo con la banca del seme siciliano di Caltagirone che nel tempo ha preservato le 52 qualità siciliane di grano e grazie a loro abbiamo la possibilità di avere la riproduzione di ogni varietà. Chiaramente le varietà antiche non sono molto quantitative, negli anni si arriva ad avere una buona produzione ma dipende dall’annata e dal tempo. Noi abbiamo una produzione medio-alta perché collaboriamo con loro già da 12 anni”.

Sarà un grande ritorno quello del Molino Soprano di Chiaramonte Gulfi. Una struttura del 1822. Chi ne conosce le farine ne ha sentito la mancanza. La famiglia Distefano però ce l’ha fatta. Giorno 17 febbraio in onore del nuovo mulino si terrà un evento di beneficenza firmato dai migliori chef siciliani: Vincenzo Candiano, Ciccio Sultano, Giovanni Santoro, Pino Cuttaia, Carmelo Floridia, Peppe Cannistrà, Sandro Pace e Claudio Ruta. Saranno loro, otto grandi chef, insieme a Strada del Vino Cerasuolo di Vittoria, a realizzare la cena presso Locanda Gulfi. Una grande cena di solidarietà che ha l’obiettivo di gettare le basi per il progetto di rinascita di Molino Soprano. Ad allietare la serata ci saranno anche i Talèh. Gli introiti della cena a 16 mani del 17 febbraio serviranno all’acquisto di un’altra macina da affiancare a quella da poco già installata e funzionante nel nuovo mulino.

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Valentina Maci

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