Architettura e Storia

La Sicilia, ‘fortezza’ storica al centro del Mediterraneo. Il castello Ursino racconta i passi nell’antica Trinacria

Di Alberto Di Gaetano

Storia e architettura si intrecciano nel grande affresco che è la Sicilia. Meta di viaggiatori e di conquistatori. Traccia indelebile della ricchezza del melting pot culturale che custodisce. Nelle sue segrete le fortezze. Il castello Ursino di Catania è uno dei simboli della storia della Trinacria

 

Sicilia Munster 1550

Il viaggio nella storia dell’architettura fortificata della Sicilia inizia dal X sec. d.C. e si conclude nel XIX, quindi dalla dominazione Araba (827-1061), passando al Regno Normanno (1061- 1194), agli Svevi con la dinastia Hohenstaufen (1194-1266), ai re Angioini e Aragonesi (1266-1410) per giungere ai Viceré spagnoli (1410-1806).

L’architettura e la storia si intrecciano in un unico grande affresco che rappresenta idealmente il territorio della Sicilia come unica grande fortezza al centro del Mediterraneo. La forma stessa della Sicilia “Isola a tre punte” determina l’idea di fortificazione in modo globale,da qui la necessità della difesa delle coste per impedire l’accesso ai porti, Messina, Catania, Augusta, Siracusa, Marsala,Trapani, Palermo, Milazzo.

Di questi porti Siracusa, Augusta, Milazzo, sono costituiti da città peninsulari, luoghi forti ideati dal disegno unitario di Federico II, si prestano al concetto moderno di presidio militare con scopo difensivo prefigurando la tipologia ideale di città militare moderna, protetta su tre lati dal mare e su un lato da terra, sviluppata successivamente dall’ingegneria militare del XVI sec.

Le fortificazioni vengono pensate e rivolte ad un possibile attacco sia da mare che da terra. Una volta penetrati in un punto di minore resistenza, gli invasori avrebbero conquistato facilmente l’intera isola. Le fertili pianure e l’acqua potabile favorivano assedi lunghi ed efficaci, pregiudicando la sicurezza anche delle città interne. Quasi organicamente l’isola si è difesa formando le piazzeforti sulle coste sud-orientali a protezione dalle invasioni arabe e barbaresche.

L’apparato difensivo si è completato con un formidabile e modernissimo sistema di avviso delle torri costiere voluto dal Viceré De Vega con i progetti degli ingegneri militati Camilliani e Spannocchi. Era un sistema misto di difesa e di avviso in caso di attacco dal mare, del quale

Castello Ursino – Riccardo da Lentini (1239 – 1250) Ph Alberto di Gaetano

abbiamo notizie precise circa la tipologia delle torri, gli armamenti impiegati, il numero dei soldati, i turni di guardia e la tecnica di collegamento visivo diurno e notturno. Le torri e torrette di avviso dovevano coprire l’intero perimetro delle coste in modo tale che ogni punto fosse collegato con il successivo. Si poteva così “lanciare un messaggio” da una postazione e riceverlo di ritorno dopo che aveva comp

Castello Ursino Pianta (1239 – 1250)

iuto tutto il giro dell’isola. Il sistema era un modello ideale che integrava modelli tattici di “difesa passiva” con il rivoluzionario concetto di “difesa attiva”. Una delle finalità degli studi storiografici dell’architettura fortificata è quella di trasmettere l’apprendimento di appropriati strumenti critici, quali competenze tecniche e terminologia specifica, per poter affrontare lo studio storico – artistico ad esempio della tematica castellana, con un’attenzione particolare agli aspetti costruttivi ed evolutivi della tipologia delle fortificazioni che ci svelano aspetti sorprendenti della nostra attualità.