Musica

Il Jazz Manouche di Luca Pattavina

Scritto Da Redazione InfoWeek

Di Roberta Maci

Come ti sei avvicinato al jazz manouche?

“Casualmente -afferma Luca Pattavina- da adolescente mi sono imbattuto in una pellicola cinematografica firmata da Woody Allen, ‘accordi e disaccordi’, che narra la storia di un chitarrista Gipsy il cui talento era secondo solo al genio di Django Reinhardt. La commistione tra il jazz americano e la musica zigana europea è stata una delle più grandi innovazioni musicali di quell’epoca che solo un genio come Django poteva concepire. Tuttavia ai tempi mi occupavo anche di altro e il mio interesse verso questa musica era comunque limitato all’ascolto. Solo diversi anni dopo, in maniera del tutto casuale, mi sono ritrovato con altri amici al Raduno Mediterraneo di Jazz Manouche che si svolge ogni anno a Petralia Soprana (Palermo), dove conobbi alcuni dei pionieri del Gipsy Jazz siciliano (Sebastian Scuderi, Pietro Calvagna, Ivan Rinaldi) coi quali cominciò una collaborazione che , fortunatamente , dura ancor oggi”.

Come vivi la doppia vita di insegnante di giorno e di musicista la sera?

“Credo che siano due modi diversi di vivere la musica e che nessuno dei due debba necessariamente escludere l’altro. Anzi, Se da una parte è vero che la teoria musicale può essere appresa anche da autodidatta studiando sui libri (nell’era digitale il materiale a riguardo è pressoché infinito), è altresì vero -spiega Luca- che un buon insegnante potrà dare ai propri allievi qualcosa che difficilmente troveranno nei manuali : la propria esperienza. Insegnare agli altri inoltre ti permette di comprendere meglio te stesso, poiché, come direbbe un maestro di arti marziali : ‘ Il vero scopo del combattimento è sconfiggere l’avversario che è in noi !'”

Mi parli un po’dei tuoi progetti?

“Ho in cantiere -dice Luca Pattavina- la registrazione di un album basato interamente su mie composizioni originali, dove saranno sicuramente presenti gran parte delle influenze che mi hanno guidato nel mio percorso musicale. Per chi avesse voglia di ascoltare qualcosa in anteprima può visitare il mio canale YouTube (YouTube.com/lupatta). Nel frattempo credo che continuerò a esplorare il fatato mondo del jazz manouche con un trio strumentale d’eccezione grazie alla collaborazione del collega e grande chitarrista Orazio Fontes e del valente contrabbassista Flavio Forte. Continua anche la collaborazione coi 4Django, grazie all’iniziativa di Sebastian Scuderi che ai tempi mi ha letteralmente preso di forza e catapultato in questo fantastico mondo zingaro… Parallelamente sto lavorando anche ad un progetto con la collega violinista e cantante Francesca Guccione, con la quale ci alterneremo sia nell’esecuzione di inediti che di brani tratti dal repertorio classico, jazz e popolare. Infine ultimo, ma non ultimo, il mio progetto solo chitarra che mi permette di esplorare la dimensione più intima dello strumento e di essere veramente me stesso al 100%…

Cosa ne pensi della realtà musicale siciliana ?

Penso che in Sicilia ci sia un livello musicale molto alto e un desiderio di spingersi oltre i propri limiti dettata probabilmente dalla nostra stessa condizione di isolani e dal numero inferiore di opportunità che magari possono offrire altre aree geografiche. Tuttavia negli ultimi anni, nonostante la crisi economica, ho notato un incremento delle iniziative atte al diffondersi dell’arte e della cultura, vedo crescere il numero di persone che si interessano di arte e di musica nella mia terra e credo che ognuno nel proprio piccolo possa dare un contributo affinché questo cambiamento possa avvenire in maniera radicale e, chissá, magari sará proprio l’arte a salvare il mondo.

Prossimi appuntamenti?

Giorno 27 Gennaio a Scordia (Ct) e giorno 19 Marzo a Lentini (Sr) col 4Django jazz manouche trio.

Per maggiori info è possibile consultare la mia pagina Facebook!

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