Fashion

Il tatuaggio: tra bellezza e superficialità

Scritto Da Redazione InfoWeek

Di Roberta Maci

Il tatuaggio è una pratica dalle origini antichissime, basti pensare che le prime testimonianze di uomini tatuati risalgono a circa 6000 anni fa. Marchiarsi il corpo significava soprattutto distinguersi, in particolare per appartenere ad una specifica categoria di persone. Fu solo nel 1679, a seguito delle spedizioni a Tahiti del Capitano inglese Cook che iniziò l’era del vero e proprio tatuaggio moderno occidentale: i marinai furono fra i primi a farsi tatuare durante i loro viaggi e così, nel giro di pochissimi anni, in tutti i porti europei era possibile trovare un tattoo shop.

Nel tempo, farsi tatuare è divenuta una vera e propria moda che si è diffusa a macchia d’olio fra i più giovani. Ci si tatua di tutto e ovunque, a volte senza l’ombra di un ragionamento, di un pensiero, di un significato dietro, L’importante è averne almeno uno. Almeno.
In verità sembra sia diventata una gara a chi ne ha di più e, cosa ancora più triste, vi è la fissazione velata che, non averne almeno uno, significhi non conformarsi a qualcosa di alternativo, di trasgressivo. Perché sì, purtroppo oggi si sta più che mai attenti a non essere diversi. Si imita la migliore amica di turno, ci si tatua il nome del fidanzato di passaggio (salvo poi correre ai ripari per cancellarlo o tatuarsi qualcosa sopra). Una situazione che sta a dir poco sfuggendo di mano.

Il tatuaggio è e deve restare un rito e una scelta individuale sotto tutti i punti di vista. Ogni passaggio, dal fermarsi a pensare cosa tatuarsi all’atto in sé dovrebbero seguire a  delle fasi importanti di riflessione. La scelta di un tatuatore dalle mani esperte è indispensabile. Chi si avvicina a questo mondo deve prendere coscienza del fatto che avere un disegno piuttosto che una scritta sul corpo significa averla per tutta la vita. Eh sì, a leggerlo sembra una sciocchezza, ma guardare ogni giorno, per anni, un tatuaggio privo di significato, solo perché un anno fa una stellina sul braccio ci sembrava la cosa più bella del mondo è di una tristezza infinita.
Allora, prima di tatuarci, curiamo la nostra anima, la nostra mente, il nostro spirito, il nostro corpo e, non appena ci capiamo qualcosa… allora tatuiamoci.

Vi lascio con tre parole: “Consapevolezza, Consapevolezza, Consapevolezza”

“La tua visione diventa chiara solo quando guardi dentro il tuo cuore. Chi guarda fuori, sogna. Chi guarda dentro, si sveglia.” Carl Gustav Jung

Foto Roberta Maci

Leggi anche

Tatuaggi e piercing. Il 30% dei giovani europei è tatuato. Ecco i consigli dei medici del Bambino Gesù di Roma

fonte su http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=47385

Sono tanti i rischi ai quali ci si può esporre in caso di mancato rispetto di cautele e norme igieniche elementari: allergie, infezioni batteriche sulla pelle e virus dell’epatite B e C. Dagli esperti del Obg, raccomandazioni e consigli utili su come evitare i rischi, comportamenti da attuare e anche sulle tecniche più efficaci per eliminarli. (Quotidiano Sanità)

Lascia un commento