Arte

‘PERFORMANCE’ ASSOLUTE Quando l’arte scatena lo spettatore

By Angelica Fichera

“Sul tavolo ci sono 72 oggetti che potete usare su di me come meglio credete: io mi assumo la totale responsabilità per sei ore. Alcuni di questi oggetti danno piacere, altri dolore” (Marina Abramović)

Rileggere le opere di Marina Abramovic è sempre un’operazione che richiede ottime nozioni di psicologia e di storia dell’arte.

Una delle opere più dibattute, forse quella che l’ha fatta conoscere al pubblico in tutta l’esuberanza del suo messaggio è Rhythm 0, opera dell’artista montenegrina realizzata nel 1974 a Napoli.

Si tratta della sua seconda opera, che la impone come artista cardine nell’ambito della ‘Performance Art’. Siamo in un periodo della storia dell’arte che voleva un pubblico attivo nella genesi dell’opera d’arte.

Quest’opera è interessante poiché mette in luce tutti gli aspetti più sordidi e meschini, ma anche quelli più nobili, dell’animo umano, dell’uomo.

L’artista presenta un tavolo con diversi strumenti di piacere e dolore. Venne comunicato al pubblico che per sei ore l’artista sarebbe rimasta totalmente priva di reazione alcuna; loro avrebbero quindi potuto usare questi strumenti contro o per lei. Le prime tre ore trascorsero timidamente, per poi sfociare nella cattiveria e nella violenza. Si creò un’atmosfera strana tra coloro i quali avevano capito la potenza dell’impotenza dell’artista e coloro che cercano di aiutarla creando un muro attorno a lei.

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