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Villa comunale di Vittoria, un murales per la pace e per dire basta all’odio

Scritto Da Valentina Maci

In Varietate Concordia dice no all’odio e alla violenza. A Vittoria un murales coprirà le scritte offensive e razziste nei giardini comunali

In alcuni periodi nella storia della filosofia, la nozione di eguali dignità umana è stata strettamente legata alla capacità umana di ragionare. Anche se gli stoici si riferivano al ragionamento pratico e morale e non a quello teorico, ritenevano che fosse questa capacità a elevare tutti gli esseri umani al di sopra delle ‘bestie’ e a renderci tutti di eguale valore. (Martha C. Nussbaum, La nuova intolleranza)

 

Ci sono cose che non capiremo mai. Ve ne sono altre che anche se non le comprendiamo o accettiamo dobbiamo sicuramente far la nostra parte affinché non si ripetano e tornino a ferire. Tra questi temi ci sono il razzismo e l’odio che stanno portando intere nazioni a massacrarsi e a vivere nel terrore, con la paura di muoversi, di viaggiare, di vivere. Con l’angoscia che la prossima vittima potremmo essere noi. Nulla giustifica il male, il dolore provocato. Niente giustifica la violenza né dei fatti e neppure dei pensieri, delle idee. Né tantomeno si può giustificare chi crede di poter usare la città a proprio uso e consumo non solo deturpandola ma anche incitando all’odio. Il progetto “In Varietate Concordia”, della Coop. Pierino Grispino in collaborazione con il Comune di Vittoria, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri non ci sta proprio a vedere Vittoria e la sua villa comunale deturpate da scritte offensive e razziste. Così nasce il murales della pace, un progetto di riqualificazione del prospetto della villa comunale senza onere di spesa. Un progetto dei giovani per la società. I giovani contro ogni forma di violenza. Il Comune sul luogo deturpato ha già effettuato un proprio intervento una iniziativa di ‘riqualificazione delle superfici’, applicando tre pannelli di ceramica con una poesia sul fiume Ippari. La docente Helena Beckel e i ragazzi del corso di pittura hanno chiesto di poter intervenire sulla superficie muraria che presenta la scritta ignobile rispondendo all’inciviltà con un gesto di civiltà. La realizzazione del murales, come spiegano dal progetto “In Varietate”, serve a ricordare che essere razzisti oggi è sinonimo di tristezza nonché ristrettezza mentale e spirituale. All’interno del corso di pittura sono previste sei ore da dedicare alla decorazione del murales che saranno, dunque, messe a disposizione della collettività.

 

 

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Valentina Maci

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