Arte

“Volti Sovrumani”

Scritto Da Valentina Maci

“Volti Sovrumani” dell’artista acatese Giuseppe Stornello è stata la personale organizzata ad Acate agli inizi del gennaio 2017. Formatosi presso l’Accademia delle Belle Arti di Brera, scardina e deframmenta le dinamiche più ovvie del pensiero. Si esprime con i pennelli ma non solo, tecniche miste e materiali tra i più diversi e compositi, primo tra tutti la faesite. Rosso acceso e nero, il bianco ad esprimere quei barlumi di saggezza ancora presenti nella contemporaneità. E, poi, i grigi. Sono forse questi ultimi che meglio traducono il pensiero di Stornello, classe ’92 ma già troppo grande per lasciare che la giovinezza possa celare il dramma dell’alienazione individuale. Tonalità calde e fredde si inseguono mentre la mano dell’artista scivola tra i colori, insieme alle suole, raschiandone l’essenza fino a lasciare delle tracce nell’animo di chi ha vissuto il dolore della solitudine tra la folla. Personalità controversa e forte, Giuseppe Stornello, ma allo stesso tempo fragile. Si interroga sulla vita scaraventando i colori a formare non volti ma ombre, non sguardi ma linee che intersecandosi rivelano la profondità di uomini profondi e disillusi. Un’umanità liquida si riversa nella solidità delle rappresentazioni di Stornello che si auto-descrive: «Un vero artista non desidera un risultato dalle sue opere, è creare per esserci, per esistere. L’esperienza del mondo è vista come un caos dove il mio ruolo costante è quello di imporre un ordine di caos nuovo creando tele figurative così dense di materia da trasformarsi in sculture. Questa sperimentazione in costante divenire mi porta a dipingere un’immagine e poi raschiare via il colore alla fine di ogni opera, ripetendo questo processo fino allo sfinimento. Un’immagine che si deteriora, si consuma e si dematerializza dietro il ruvido trattamento pittorico caratterizzato da una materia densa, cromaticamente spenta e cupa. I miei soggetti -conclude Stornello- sono principalmente memorie dell’infanzia, persone a me familiari, dipinti di altri autori, volti deformati di persone reduci dai lager nazisti, sempre mantenendo una posizione isolata e di distacco nella mia ricerca che, pur svolgendosi nell’ambito figurale, non cade mai nel racconto o nell’illustrazione». Giuseppe Stornello è consulente del sindaco di Acate e prova anche attraverso il suo contributo a ridare un volto alla cittadina, cercando di rivalutarne e valorizzarne i luoghi più belli. Ha creato una sala di riflessione e un nuovo museo dedicato a ‘Titta’, personalità tra le più controverse e dibattute ad Acate. Dopo la proiezione del docufilm nel quale è stato rappresentato il profilo di un giovane disadattato torna in scena con i suoi mille volti. A far da cornice alla  mostra è stato il maniero dei principi di Biscari.

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Valentina Maci

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